Abruzzese, inizia a soli 4 anni lo studio della musica. Studia con Lucia Passaglia, già allieva di Benedetti Michelangeli, presso il Conservatorio "Luisa d'Annunzio" di Pescara, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode.

Prosegue gli studi presso l'Accademia Musicale Chigiana a Siena, con Guido Agosti per il pianoforte e con Riccardo Brengola per la musica da Camera, ottenendo il prestigioso Diploma d'Onore e suonando sempre ai concerti finali. Nel 1981 vince la selezione per la celebrazione del 50° di fondazione dell'Accademia, ripristinando (dopo 25 anni) la tradizione del concerto per pianoforte e orchestra.

Nel 1980 debutta con Donato Renzetti (premio "G.Cantelli") al Teatro Filarmonico di Verona, eseguendo il Concerto in re minore op. 40 di F. Mendelssohn.

Vince importanti premi nazionali tra cui: "Premio Martucci", "Premio Rendano", "Premio Cata Monti", "Premio Lorenzi" (duo pianistico per due pianoforti), "Rassegna dai Conservatori" indetta dal Teatro alla Scala di Milano (due pianoforti) con Ermindo Polidori.

Goffredo Petrassi gli conferisce un premio speciale in occasione di un concorso sulla musica del 900.

Nel 1991 effettua un tournée nel Sud America partecipando al Festival Internazionale della Musica da Camera di Colonia Tovar (Venezuela) ed al Festival delle Arti di Maracaibo (Venezuela) eseguendo di Claude Debussy il 1° Libro dei "Préludes", di Robert Schumann il "Carnaval op. 9" e i W. A. Mozart il Concerto in la maggiore K. 488 per pianoforte e orchestra. In seguito è invitato dall' Università della musica di Barquisimeto dove tiene un corso di interpretazione pianistica.

Nel 1995 , nel 150° anniversario della morte di Simone Mayr, viene scelto come solista per la prima esecuzione italiana del "Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra" al Teatro Donizetti di Bergamo.

Insieme al violinista Fabio Biondi incide per l'etichetta OPUS 111 due CD contenenti l'opera di Gian Francesco Malipiero, l'integrale delle Sonate di Schumann e le Tre Romanze di Clara Wieck per violino e pianoforte.

Luigi Di Ilio ha un repertorio che spazia da Bach ai contemporanei, con una predilezione per la musica francese ed in particolare per quella di Claude Debussy, di cui ha in repertorio tutta l'opera pianistica che esegue in 5 "recitals", e per quella spagnola (I. Albeniz e E. Granados, in particolare).

Si occupa di problematiche specifiche strumentali ed in particolare delle diteggiature, del pedale e della funzionalità del gesto in relazione al timbro ed al colore.

Ha tenuto seminari estivi monografici (C. Debussy) e su tematiche specifiche ("Itinerari pianistici") presso l'Accademia Musicale Pescarese e l'Accademia Musicale Umbra.

l'incontro nel 91 con Ennio PASTORINO e An Li PANG, testimoni preziosi della grande lezione di ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI, arricchisce ed allarga il suo orizzonte musicale e culturale, dando nuovo slancio e spessore alla sua ricerca e nuove prospettive alle sue interpretazioni.

Ha ricoperto la cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro, "A. Boito" di Parma (24 anni) ed ora presso il Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara.

Hanno scritto di lui:

(Luigi Di Ilio)...pianista volto a tessere un discorso musicale sempre bilanciato proprio nella organizzazione interna del suono, quindi della forma stessa...Propensione evidente, già nella raccolta schubertiana di Valzer, piccole deliziose schegge di umori danzanti e di irruzioni sentimentali (...), che l'interprete ha gestito, propriamente, entro una sequenza unitaria, lasciando scorgere la filigrana classicista che è intrinseca ad esse...

... In Chopin, Di Ilio ha svolto quel discorso (senza indugi e senza effettismi) secondo quella misura interna che non riguarda soltanto il decorso formale ma investe unitariamente il timbro, con quella straordinaria gamma madreperlacea che è solo del musicista polacco (...) mirando a penetrare quel "mistero" in cui la naturalezza dell'eloquio sembra convivere, impalpabilmente, con una visione formale purissima...

(G. P. Minardi - Gazzetta di Parma)

Nella "Ciaccona" di Bach-Busoni, apprezziamo, dell'interprete, il bronzeo nitore sonoro, il senso non ridondante ma di corposa vitalità delle sontuose prospettive, della fastosa ricchezza fonica; il gusto per l'evocazione (non sensualmente esteriore ma consapevole e comunicativa) di suggestioni prospettiche, di vibranti movimenti tensionali, al di là della pedante puntigliosa ricreazione della forma...

(La Nazione - Firenze)

Mr. Luigi Di Ilio is a wonderful pianist who plays in a most masterly manner... It is obvius that a such instrumental and musical control marks him out to teach at the highest lelvel...

(Yoshiko OKADA - Japan)

Nella Ciaccona di Bach-Busoni, Di Ilio ha subito imposto il suo magistero stilistico...

Nei tre Improvvisi di Schubert, dimostra un fraseggio morbido e mobile, capace di farsi liquido ed evanescente (ma mai compiaciuto) nelle Images di C. Debussy.

I tre momenti scelti dalla Suite Iberia di I. Albeniz, hanno sollecitato un virtuosismo di melismi e alterazioni sempre funzionale all'evocazioni di atmosfere, voci, profumi. (...) Il gesto elegantissimo di Di Ilio non è mai fine a se stesso e, dipanando fluidi arabeschi sonori, conquista subito il pubblico...

(Roberta Pedrotti - Gli appuntamenti di "Conoscere la Musica" - Bologna)

Nel Concerto K. 271 di Mozart, La magnifica opera del pianista Di Ilio è stata quella di fungere da catalizzatore e di riferimento per l'orchestra. Pianista artigiano dal gusto molto raffinato, ci ha fatto gustare questa felice pagina...raggiungendo una splendida qualità del suono...

(Karl HOLM - Landkreis Freising - Deutch)

 

Prossimi Concorsi

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
16
17
18
19
20
31

Area Riservata

 

 

wifi zone bsck

 

 

follow us on facebook